Scegliere di trascorrere una sera al ristorante è più che decidere di non mangiare a casa; vuol dire aspettare quel momento della giornata o della settimana, pregustarsi i piatti e il clima di quasi vacanza cittadina, la comodità di non fare nulla e la cucina diversa da quella domestica. Spesso però non fila tutto liscio.

Assordante. E’ così che si può definire il livello di rumore dei ristoranti trendy di New York. Momofuku, Roberta’s e Spotted Pig, per esempio, sono noti per il frastuono. Fa parte dell’atmosfera: la musica costringe a parlare a voce alta con un’escalation di inquinamento acustico che contribuisce a creare quell’energia caotica di cui i giovani amano circondarsi.

Ora parte una “controtendenza”.
Untiled, locale gestito dal uber ristoratore Danny Meyer all’interno dell’Whitney Museum di Renzo Piano investe su una perfetta acustica per far sì che a tavola oltre a una buona cucina ci sia anche una buona conversazione. (Andrea Visconti, Repubblica, del 12.09.2015).

I ristoratori iniziano a percepire che è fondamentale migliorare l’ambiente in cui si mangia e che non serve solo investire nella buona cucina ma anche in un buon “confort acustico” per trovare il giusto equilibrio fra conversazione, rumore d’ambiente e musica di sottofondo.

Una musica di sottofondo piacevole e non alta riduce il vociare senza sovrastarlo, se troppo alta induce altresì ciascun ospite ad alzare la voce.
Bisogna tornare a un tempo più innocente in cui si andava al ristorante per cercare compagnia, conversazione e buon cibo. Mangiare con calma, in un ambiente sereno, senza rumori fastidiosi, chiacchierando tranquillamente sono le condizioni ideali per gustare quello che c’è nel piatto, stringere e consolidare relazioni sociali.

Alla domanda se c’è un legame tra l’ambiente nel quale mangiamo e il nostro stato d’animo, il n ostro umore?
Rispondiamo certamente che si!.

L’atto di mangiare in sé è gratificante, come lo è il sentirsi sazi dopo aver mangiato i piatti a noi preferiti. Ma oltre a ciò, diventa fondamentale capire anche come ci sentiamo a livello psicologico dopo aver consumato un pasto. Il cibo è emozione, oltre che elemento per saziarci.

Scoprire ciò che ci fa stare bene è una missione quotidiana e non riguarda solo una questione di bellezza, ma in senso più ampio le cose di cui abbiamo bisogno per non perdere il contatto con noi stessi, mangiare bene in un ambiente confortevole acusticamente, rispettare l’ambiente e cercare di seguire un ritmo di vita che, pur nel tempo frenetico della giornata, ci consenta di mantenere spazi dove trovare rifugio e ricaricarci.

Whitney Museum of American Art

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