IMettere in sicurezza i CALL CENTER dai danni da rumore

Dall’ultimo rapporto INAIL: “Il livello medio di esposizione sonora degli operatori dei call center è stato stimato intorno agli 80 decibel ponderati A (dB(A)), un livello di esposizione al rumore che l’articolo 189 del dlgs 81/2008 considera già a rischio. Per il 20% degli addetti l’esposizione è risultata ancora maggiore.” I rischi sono molteplici.

La mancanza di attenzione a questo particolare fattore di rischio per la salute dei lavoratori è difficilmente giustificabile, specie dopo tutti gli studi pubblicati sull’argomento e considerato anche che gli interventi risanatori, oltre a godere di incentivi fiscali, talvolta hanno costi estremamente limitati, in rapporto al beneficio.

SITUAZIONI A RISCHIO

I circa 200.000 lavoratori italiani (fonte: Inail) di questo settore, troppo spesso operano in condizioni non rispondenti a quanto richiesto dalle prime norme sulla Sicurezza. I call center si rivelano spazi ristretti e sovraffollati, dove l’acustica diventa davvero pessima: il rumore di fondo delle conversazioni, se non schermato, innesca come conseguenza inevitabile l’innalzamento complessivo del tono di voce, quindi un sovraccarico delle corde vocali. Logicamente, questo muro sonoro costante, al quale l’operatore è sottoposto per ore ed ore, è fortemente dannoso.
Come riporta questo articolo: “L’esposizione a rumori intensi o prolungati provoca danni all’apparato uditivo, fino alla sordità, ma anche stress e danni al sistema nervoso.”

L’esigenza è quindi di avere un “controllo acustico” all’interno dell’ambiente, per evitare le interferenze tra le varie postazioni degli operatori telefonici. Trattandosi di un call center, dove l’attività si basa sul parlato, le due cause oggetto di disturbo sono:

  • La trasmissione diretta dell’energia sonora prodotta dagli operatori.
  • Le riflessioni dell’energia sonora da parte di soffitto e pareti.

Il principale indicatore delle caratteristiche acustiche di un ambiente confinato è il “tempo di riverberazione”. La sua misurazione indica la consistenza del problema e permette agli addetti ai lavori di progettare adeguate soluzioni.

INTERVENTI

Il problema delle interferenze tra postazioni può essere già considerevolmente ridotto con l’adozione di schermi protettivi tra le scrivanie degli operatori.

Per eliminare le riflessioni dell’energia sonora sulle strutture, bisogna invece intervenire con l’applicazione di unità assorbenti al soffitto come i pannelli nell’immagine a destra, o con adeguate controsoffittature.

Dove si renda necessario creare ambienti o intervenire sulle pareti esistenti, si può ricorrere a speciali contropareti acustiche, composte da pannelli autoportanti fonoisolanti, preaccoppiati a lastre in cartongesso (vedi Habitat).

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